TORINO è la vera città emergente nel panorama artistico-culturale italiano?

Questa “guida alternativa” punta a far luce su nuove e antiche aree messe, troppo spesso, in ombra da luoghi turistici come Piazza Castello, Piazza Vittorio o la Mole Antonelliana.

E’ in questi luoghi che si possono notare l’evoluzione della città o visuali diverse di punti turistici e architettonici che riuniscono le mille anime del capoluogo piemontese.

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PORTA PALAZZO e BALÔN

Porta Palazzo è una vasta area del centro storico di Torino. Un specchio dei flussi migratori che hanno interessato la città. Se volessimo fare un paragone con un’altra città europea sarebbe sicuramente una Belleville (quartiere di Parigi) italiana. Il fulcro di Porta Palazzo è piazza della Repubblica che, con i suoi 51 300 m², è la piazza più estesa della città; essa ospita quotidianamente il mercato all’aperto più grande d’Europa.

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Il mercato del Balôn prende il nome dall’omonima zona alle spalle di Porta Palazzo. A metà dell’Ottocento il luogo era frequentato dai rigattieri torinesi, oggi vi sono botteghe che propongono prodotti e manufatti di ogni specie. Il mercato si anima ogni Sabato mattina e si possono fare affari trovando le cose più disparate dal letto con i pomi d’ottone a orologi d’antiquariato.

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SPINA 3

Il fallimento dell’industria ha portato Torino a dover rivedere la sua natura e adattarsi. Questo adattamento ha generato un processo di riqualificazione di impianti industriali enormi che erano oramai in degrado. La Spina 3 è uno di questi siti industriali riqualificati. Essa è un’area suddivisa in sette  comprensori industriali dismessi: i 3 degli ex impianti siderurgici CimiMontubi, gli ex stabilimenti Michelin, Paracchi, Fiat Nole, Savigliano. Al posto di questi impianti sono stati costruiti:  l’Environment Park (parco tecnologico), Centro commerciale Dora (con multisala, centro commerciale, parcheggio) e nuove residenze, il Villaggio media per le Olimpiadi che è stato destinato, dopo il 2006, a spazi per residenza, terziario, commerciale e alberghiero.

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La Chiesa del Santo Volto, progettata dall’architetto svizzero Mario Botta, si compone di sette torri perimetrali alte è stata costruita lungo la “Spina 3”. L’interno è molto luminoso grazie ai raggi di luce che penetrano perpendicolarmente dalle alte torri. Alle spalle dell’altare si staglia il Santo Volto della Sindone, cui è stato aggiunto l’effetto pixel, stilizzato con la tecnica dei mattoncini di terracotta posti in rilievo.

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Il Programma di Riqualificazione urbana di Spina 3 ha inserito, infine, un grande Parco Dora (450.000 metri quadri), le cui linee guida sono state definite dall’architetto Andrea Kipar, oltre alla scopertura del fiume, che tornerà quindi a scorrere in superficie lungo tutto il suo corso. Quello che affascina di quest’area è la sua unicità e la particolarità con cui i siti industriali sono stati riutilizzati fondendosi sia con la natura del parco sia con la città costruita.

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SPINA 1

La Spina 1 ha al suo interno diverse sedi di aziende multinazionali, la sede principale del Politecnico. Essa è un’ altra area di espansione e riqualificazione recente. I punti più interessanti di quest’area sono due:

L’Igloo di Mario Merz che è diventato un nuovo simbolo di Torino, nonché attualmente una delle opere d’arte più imponenti del boulevard.

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Le Officine Grandi Riparazioni (Cantieri OGR), archiviato il proprio passato industriale, sito di proprietà della Ferrovie Italiane, ora è un contenitore che si presta in modo eccellente a mostre, festival, studi televisivi e quanto altro. Da un certo punto di vista sono l’emblema dell’evoluzione cittadina ed è affascinante entrare negli spazi interni qualsiasi manifestazione vi sia ospitata.

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Un esempio della sua multifunzionalità è l’aver ospitato il Traffic Torino Free Festival che ha fatto un totale di ben 30.000 presenze. Un Festival a tutto tondo con proiezioni cinematografiche, performance di danza e recitazione, mostre di dipinti e fotografie, DJset e concerti live.

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VALENTINO

In questo mini tour non si può non inserire il fiume Po che è legato strettamente alla città. Lo osserviamo da un punto privilegiato all’interno del Parco del Valentino: il Circolo Imbarchino da qui si può ammirare il fiume in una diversa prospettiva e il Monte dei Cappuccini sulla collina torinese mentre si studia o ci si rilassa sotto l’ombra dei rampicanti.

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L’area del Valentino è turisticamente visitata per il Castello del Valentino o il Borgo Medioevale (falso storico), per questo molti ignorano la presenza di uno degli esempi più interessanti dell’Art Déco a Torino.

L’Istituto Galileo Ferraris, edificio che è stato progettato nei primi anni Trenta da Eugenio Ballatore di Rosana. Questo edificio rimanda al quartiere presente alle sue spalle: San Salvario che ha al suo interno dei veri gioielli del Liberty torinese.

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Text and pics by: Martina Caruso