This is the magical underwater world of Sarah Lee.

We can love water and be good swimmers or even be afraid of it, but It’s sure that none of us is indifferent to the mysterious fascination that the sea brings with it.

The photographer Sarah Lee shows her deep-rooted passion for this unique element: water.

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How can we blame her? She was born and raised in Kona, Hawaii, in a coffee plantation, in a pure and undefiled atmosphere, between sand and surfing. She knew the world of swimming as a professional swimmer. Spite of his many travels around the world, she has never left Hawaii, finding this place as her intimate nest, her living space and her source of inspiration.

We can only be delighted and fascinated by her shots. Many great artists have immortalized bodies underwater with excellent results, but often, almost gruesome and disturbing. Sarah thinks that water hides the deepest human’s memories and instincts. It ‘s a place of escape that offers extraordinary sensations, like the thrill you feel waking up in the middle of a wave.

Her shots in the middle of the ocean are also a tribute to the brilliant German dancer and choreographer Pina Bausch (who died in 2009), famous for having introduced in the 70’s a new approach to dance, including some recitatives elements and gestures supported by the basic concept of the relation between fragility and strength. She draws inspiration from Bausch’s repertoire. Bodies seem to float in a timeless space, in a dance where waves seem to turn into clouds and sky. The fabrics of the clothes give off all their lightness in a ethereal atmosphere.

This thin thread that ties the photography to fashion and dance is an explosive blend with an excellent result.

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What would be for you the perfect soundtrack for these shots? Sarah Lee gives her suggestion, any song by The XX or Dirty Gold.

Reykjavik Boulevard choices are California Sunrise of Dirty Gold e Swanlights of Antony and the Johnsons.

Do you have any other advices?


 

Il magico mondo sommerso di Sarah Lee

Possiamo  amare l’acqua ed essere abili nuotatori oppure averne timore , ma cio’ che è certo è che nessuno di noi è indifferente al fascino che il mare porta con se.

La fotografa Sarah Lee mostra la sua radicata passione  per questo straordinario elemento: l’ acqua.

Come possiamo biasimarla? E’ nata e cresciuta a Kona nelle Hawaii, tra le piantagioni di caffè in un’atmosfera pura e incontaminata, tra sabbia e surf , ha conosciuto il mondo del nuoto come nuotatrice professionista . Nonostante i suoi numerosi viaggi per il mondo non ha mai lasciato Hawaii, ritrovando questo luogo come il suo intimo nido, il suo spazio vitale  e fonte di ispirazione.

Non possiamo che essere estasiati e affascinati dai suoi scatti . Molti grandi artisti della fotografia hanno ritratto corpi subacquei ottenendo ottimi risultati, ma spesso quasi macabri ed inquietanti.

Per Sarah nell’acqua si nascondono  gli istinti e le memorie piu’ profonde dell’uomo. E’ un luogo di fuga capace di offrire sensazioni straordinarie, come il brivido che si prova aprendo gli occhi nel mezzo di un’onda.

Questi scatti nel cuore dell’oceano sono anche un omaggio alla brillante  coreografa  e ballerina tedesca Pina Bausch ( scomparsa nel 2009),famosa per aver introdotto negli anni 70 un nuovo approccio alla danza, includendo in essa elementi recitativi e gestualità sostenute dal concetto basilare del rapporto tra fragilità e forza . Ecco che Sarah Lee attinge ispirazioni dal repertorio coreografico della Bausch . I corpi sembrano fluttuare in uno spazio senza tempo in una danza dove le onde sembrano trasformarsi in nuvole e cielo. I tessuti degli abiti emanano tutta la loro leggerezza in un’ atmosfera eterea.

Un filo sottile che lega la fotografia  alla moda e alla danza: un unione esplosiva  e dall’ eccellente risultato.

Quale sarebbe secondo voi la  colonna sonora ideale per questi scatti? Sarah Lee offre il suo suggerimento: un qualsiasi brano The XX o Dirty Gold.

Reykjavik Boulevard ha  scelto California Sunrise dei Dirty Gold  e  Swanlights  di Antony and the Johnson.

Voi quail brani consigliate?