MINSK è reale. La città, così come tutta la Bielorussia esistono e sono sulla mappa, semplicemente sono tra le mete meno visitate dai viaggiatori (turisti?) occidentali.

Non avevo mai inserito in un mio itinerario questa destinazione, ma grazie a Reykjavik Boulevard ho avuto la fortuna di focalizzarmi su luoghi non troppo visitati, di esplorare l’ignoto e di dare un nuovo senso alla parola “viaggio”.

Ecco quindi la mia esperienza, farcita di curiosità e dettagli, con l’invito che rivolgo sempre a tutti: visitate i posti che non conoscete. Scoprirete qualcosa di nuovo, su di loro, ma anche su voi stessi.

Minsk Belarus • Reykjavik Boulevard Travel Blog ph. Nccl Sclf

Partiamo da un semplice presupposto: Minsk è stupefacente. Questo è stato il primo pensiero che mi è arrivato alla mente non appena ho iniziato ad orientarmi per le strade del Rakov, il centro storico della capitale Bielorussa.

Ho sentito spesso dire: “Minsk è la più Sovietica delle Ex-Repubbliche Socialiste Sovietiche, e devo dire che su questo non ci sono grandi dubbi. Anzitutto, nonostante Minsk sia la sede della Comunità degli Stati Indipendenti (di cui fanno parte anche Armenia Armenia Azerbaigian Azerbaigian Kazakistan Kazakistan Kirghizistan Kirghizistan Moldavia Moldavia Russia Russia Tagikistan Tagikistan Uzbekistan Uzbekistan), non si è mai voluta allineare con il Fondo Monetario Internazionale preferendo mantenere tutti gli apparati pubblici governativi risalenti al regime comunista e andando a fondare un’entità sovranazionale ed intergovernativa chiamata “Unione Russia-Bielorussia” che riavvicina dal 1996 i due Paesi con l’intenzione di creare una federazione sul modello dell’Unione Sovietica con presidente, parlamento, bandiera, stemma, inno, costituzione, esercito, cittadinanza e moneta comuni. L’accordo non è mai entrato in vigore fino in fondo, ma ci sono alcuni aspetti che possono far capire quanto legame ci sia ancora tra i due Stati, ad esempio la presenza del KGB come servizio segreto (che ha come sede un intero palazzo nella centralissima Independence Avenue al numero 17: vi sconsigliamo di fare foto, è assolutamente proibito, potreste finire nel carcere speciale chiamato “Amerikanka”. La cosa divertente? Molto vicino trovate un McDonald’s).

Sebbene tutto questo non sia concretamente visibile al turista appena arrivato in città (che deve comunque procurarsi un visto d’ingresso al Paese molto simile a quello che si richiede per la Russia), la prima cosa che colpisce è la presenza di numerose opere architettoniche in Stile Modernista Sovietico, dei veri capolavori nel loro genere, cosa che ha permesso poi ad alcuni di organizzare veri e propri “tour nostalgici” in città, pazzesco ma vero.

Minsk Visual Travel Diary

Minsk Building

Minsk è una città pulita, ricca di zone verdi e fontane. E’ divisa in 9 distretti che portano ancora nomi legati all’URSS, tutti caratterizzati dai tipici palazzi in cemento e da strade molto dritte e lunghe. L’Orto Botanico di Minsk (96 Ettari totali) è tra i più grandi d’Europa – superato solo dal Royal Botanic Garden di Londra e dal Parco Reale di Madrid. Sono invece oltre gli 800 mila gli alberi presenti in città, dove trovano spazio anche fiori per un totale di dieci campi da calcio, circa 72 Km quadrati.

I mezzi di trasporto sono comodi (ho viaggiato quasi sempre a piedi, ma – ad esempio – non ho avuto alcuna difficoltà ad arrivare dall’Aeroporto Internazionale alla famigerata Piazza della Vittoria con la Navetta Linea 300, o a muovermi per tragitti un po’ più lunghi con le due linee della metropolitana cittadina, Moskovskaja e Avtozavodskaja): i mezzi sono molto economici – soprattutto i filobus, i tram e gli autobus – e non ci si deve preoccupare granché degli orari poiché la loro frequenza è piuttosto alta (almeno nel periodo estivo, ovviamente in inverno con temperature che possono arrivare ai -20°C e la quasi costante presenza di neve o nebbia, le cose si complicano in superficie), sono puliti e ti permettono di raggiungere qualsiasi punto di interesse in breve tempo. I taxi a Minsk sono spesso riconoscibili perché colorati in giallo e nero, hanno inoltre il classico cartello luminoso sopra il tettuccio del veicolo che – in molti casi – è un’auto VOLGA di fabbricazione Russa (spesso li trovate facendo il numero 107). In altri casi invece, ci sono compagnie private che offrono il medesimo servizio, ma in quel caso è meglio contrattare il prezzo prima di salire sul veicolo in quanto potrebbe non essere dotato di tassametro.

I gettoni della metropolitana sono di plastica rosa e sono un “souvenir” immancabile per moltissimi viaggiatori che visitano la città, infatti ogni anno ne vengono ristampati a centinaia proprio per questo motivo. Le stazioni della metropolitana (inaugurata all’alba del 40esimo anniversario della liberazione dal nazismo per cui Minsk è stata insignita con la medaglia di Città Eroina dell’Unione Sovietica) sono bellissime: ognuna è diversa dall’altra e sono costruite secondo diversi stili, alcune molto ricche e legate al periodo sovietico (Traktarny Zavod), molte caratterizzate da motivi tradizionali Bielorussi (Pločša Jakuba Kolasa), altre più moderne e hi-tech (Kamiennaja Horka). In assoluto sono degli spazi veramente interessanti, quasi al pari di quelli della famosa metropolitana di Mosca, in Russia.

Minsk pink coin • Belarus Metro

ALTRE CURIOSITA’

Il punto di partenza di tutte le strade della Bielorussia è fissato a Minsk in Oktyabrskaya Square dove è posto il Kilometre Zero Monument, da cui si calcolano tutte le distanze del Paese (e anche verso il resto del mondo).

Uno dei monumenti più iconici di Minsk è il Victory Monument un obelisco posto al centro di Nezavisimosti Prospekt alto 36 metri che si erge su un piedistallo di 2 metri ed esibisce sulla sua punta una stella di 6 x 6 metri. Si può visitare gratuitamente a qualsiasi ora il memoriale posto nelle sue fondamenta.

La strada più lunga che attraversi Minsk è la Nezavisimosty Prospekt: coi suoi 12 Km di lunghezza è la strada cittadina più lunga di Bielorussia oltre ad aver cambiato nome nel corso del tempo ben 14 volte (dal 1801 quando si chiamava Zakharjevskaya al 2005): un vero record!

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Nezavisimosty Prospekt, Minsk

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Victory Square, Minsk

Al centro di un’altra famosa piazza (quella intitolata alla Comune di Parigi) si trova invece il Teatro dell’Opera e della Danza, il celebre Bolshoi Opera and Ballet Theater of Belarus, l’unico edificio presente ricco di statue e bassorilievi: indimenticabile. Costruito negli anni ’30 su disegno del celebre architetto Iosif Langbard è un bellissimo esempio di costruttivismo ispirato agli anfiteatri romani. La facciata è arricchita con delle sculture raffiguranti Apollo e due ninfee volanti. All’interno si trovano lampadari di cristallo degli anni ’50, pitture murali e stucchi dorati assieme a tende rosse e drappeggi. La struttura interna è costruita con marmi e graniti – nove tipologie diverse sono state utilizzate per la sola pavimentazione – e il tutto è adornato da pietre preziose.

Minsk – e sfido qualcuno a conoscere questo particolare – è stata la Capitale del Jazz dell’URSS dal 1939 al 1946: in questo periodo, Eddie Rosner – un Ebreo-Tedesco soprannominato “Il Louis Armstrong bianco”, emigrato a Minsk a seguito dell’ascesa al potere di Hitler in Germania – portò questo tipo di musica in Bielorussia, vivendo di arte e improvvisazioni fino al momento del bando da parte dell’URSS di Joseph Stalin a seguito del quale venne imprigionato in un Gulag comunista in Siberia per dieci anni. Continuò comunque a suonare, cercando di risollevare gli animi degli altri carcerati. L’eco del regime si può ancora ascoltare in piccole “stranezze” quotidiane, come ad esempio la legge che impone alle radio di trasmettere in russo, passando il 75% delle canzoni provenienti dalla Bielorussia e il restante 25% da altri Paesi. Abbiamo parlato di un Musica Bielorussa su questi schermi molto tempo fa, ecco la recensione!

Il “Diamante della Conoscenza” (Diamond of knowledge): così viene chiamata la moderna Biblioteca Nazionale di Minsk, un edificio davvero curioso progettato dagli architetti Bielorussi Mihail Vinogradov e Viktor Kramarenko! Pensate: rientra nella classifica degli edifici moderni più interessanti del Mondo e in contemporanea in quella degli edifici più brutti. La sua forma? E’ un rombicubottaedro (uno dei 13 poliedri di Archimede) ed è sicuramente un palazzo in grado di far discutere – anche perché finanziato totalmente coi soldi, già di per se’ scarsi, dei contribuenti. A qualcuno potrà ricordare una base stellare di Star Trek (a proposito: il personaggio Worf della celebre serie televisiva americana era un Klingon adottato da genitori terrestri provenienti da Minsk!), ricoperto completamente da 4600 Led che creano di notte un pattern sempre diverso di luci e immagini sulle sue facciate. All’interno del palazzo, alto 72 metri, sono contenuti circa 14 milioni di libri nei suoi 22 piani. Potete visitarlo ogni giorno (Metro: Moskovskaya, accesso all’osservatorio panoramico BYR 15.000, orario: 12:00 – 22:30) ed è particolarmente bello andare sul suo terrazzo nelle giornate di sole. Un altro edificio curioso? Il Polytechnic Institute of Minsk, una sorta di nave da crociera in cemento che sembra essere uscito direttamente da uno sci-fi movie! A proposito di Fantascienza e personaggi curiosi, tra i (meno) celebri eroi dei fumetti Marvel qualcuno di voi potrebbe aver sentito parlare di Vanguard e Darkstar: si tratta di fratello e sorella, entrambi provenienti da Minsk! Eccoli qua:

Darkstar & Vanguard, Marvel • Minsk Travel Diary on Reykjavik Boulevard

Il 9 Maggio (Victory Day – Giornata della Vittoria) ed il 3 Luglio (Independence Day – Giorno dell’Indipendenza) sono Feste Nazionali in Bielorussia. A Minsk si festeggiano con grandiosi parate militari (molti dei mezzi vengono prodotti dalla Minsky Avtomobilny Zavod – MAZ che ha sede nella zona industriale della città ed è famosa anche per essere la principale fabbrica di mezzi da costruzione, autobus e trattori), discorsi pubblici, festival e concerti: sicuramente uno dei momenti migliori in cui visitare la città. Un’altra festività importante è quella del 31 Maggio quando si concludono gli anni scolastici e gli studenti alla fine del percorso di studi indossano un nastro rosso bianco o blu con iscritta in oro la data, mentre gli altri studenti e i professori lasciano volare in cielo migliaia di palloncini colorati che danno il via alle celebrazioni.

Uno dei più toccanti memoriali di Minsk è la cosiddetta “Island of Tears”(letteralmente: isola delle lacrime): si tratta di un monumento a forma di campanile installato nel 1996 per ricordare i caduti nella guerra contro l’Afghanistan (1979-1988). Vista la sua posizione strategica, la Bielorussia è stata al centro di numerose guerre, quindi con il passare degli anni il monumento è diventato un memorial per tutte le vittime delle guerre che hanno coinvolto il Paese. All’ingresso del monumento ci sono delle statue di donne e bambini, come a simboleggiare le persone “lasciate sole” dalla scia di sangue e morte che hanno lasciato tutte queste guerre.

Poco fuori dal centro di Minsk (percorrendo per circa 20-25 Km la strada P28 direzione Nord, queste le coordinate precise: 54° 3.496’N 27° 17.823’E) si trova un tratto della famosa Stalin Line, una sorta di linea difensiva che doveva proteggere durante la Seconda Guerra Mondiale – che qui chiamano Great Patriotic War – il cuore delle Bielorussia e, più in generale, tutti i territori del Soviet. Non ha mai funzionato granché visto che gli storici stimano perdite tra civili e militari di oltre il 25% della popolazione dell’epoca. Oggi è un complesso storico-culturale visitabile ogni giorno al cui interno troverete tantissimi reperti storici di grande interesse, armamenti, mezzi e simulazioni di battaglie tra le trincee, nonché bunker e memorabilia. Se vi interessa l’argomento, non potete perdervi il Museo della Grande Guerra Patriottica.

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Museum of the Great Patriotic War – World War II, Minsk

C’è un fiume a Minsk che non appare su alcuna mappa: il suo nome è Nyamiha (Namiga, ossia “fiume addormentato”) e si tratta di un corso d’acqua che scorreva nell’antica Minsk secoli fa. Venne interrato e la città continuò la sua espansione quasi dimenticandosi della sua presenza nel sottosuolo. Di tanto in tanto, quando piove per molti giorni, il fiume Nyamiha torna in superficie e si creano delle mini-alluvioni. Oggi al suo posto in superficie trovate una via omonima e una – tristemente celebre – stazione della metropolitana, teatro di una tragedia del 1999 quando centinaia di persone, a seguito di un concerto, cercarono rifugio scendendo i gradini che portano ai binari: scivolando, vennero calpestati dalla calca e il bilancio finale fu di 53 vittime per cui seguirono tre giorni di lutto nazionale.

Sempre in zona, trovate uno dei monumenti preferiti dai locali: la Chiesa Ortodossa dello Spirito Santo (Cathedral of the Holy Spirit, ul. Kirillya i Mefodiya 3). Un palazzo bianco con il tetto verde scuro e due campanili, affascinante e molto visitato. L’edificio venne costruito come chiesa cattolica e durante il periodo sovietico fu utilizzato come palestra e prigione. Solo successivamente fu trasformato in chiesa ortodossa e rappresenta oggi uno dei luoghi più interessanti da visitare. La vista dal piazzale antistante il suo ingresso è qualcosa di impagabile e vi riempirà gli occhi per molti mesi dopo il vostro ritorno a casa.

Come ogni città del Paese, Minsk ha la sua Leninksy Prospect (Lenin Avenue): si tratta di una via con panchine e fontane, alberi e fiori circondata da palazzi in stile Socialista fabbricati con mattoni rossi e marroni. Un posto ideale per passeggiare in Estate. Altro edificio “rosso” interessante è la Church of St. Simon and St. Helena, la principale chiesa cattolica della città (in ul. Sovjetskaya, 15): vi chiederete come mai ha resistito a tutti gli anni del Soviet… Semplice: venne utilizzata come cinema cittadino. Oggi davanti alla chiesa si può trovare anche una statua di Giovanni Paolo II.

Minsk, Belarus

Red Church – Chyrvoni Kastel, Minsk

Minsk

Independence Square, Minsk

All’interno di una delle principali università cittadine (la Maksim Tank Belarusian State Pedagogical University) è stato installato un Pendolo di Foucault: si tratta di un pendolo libero di oscillare per molto tempo usato in esperimenti scientifici volti a dimostrare la rotazione terrestre – attraverso l’effetto della Forza di Coriolis -, inventato dal fisico francese Jean Bernard Léon Foucault, il padre del giroscopio. Ne esistono soltanto una ventina nel mondo, alcuni in Francia (il primo fu installato all’interno del Pantheon di Parigi e prevedeva una sfera di 28 Kg sospesa alla cupola con un filo di 67 metri), altri in Italia (Palazzo della Ragione, Padova), in Spagna (Museo delle Scienze della Ciudad de las Artes y las Ciencias di Valencia) e negli USA (Franklin Institute, Philadelphia). Altra curiosità in ambito scientifico: 3012 MINSK è il nome di un asteroide scoperto il 27 Agosto 1979 dall’astronomo Nikolai Stepanovich Chernykh.

Ennesimo luogo e aspetto curioso sconosciuto ai più: Minsk è la città dove per anni ha vissuto Lee Harvey Oswald (precisamente in un appartamento di Kommunisticheskaya street), famoso per essere l’assassino di John F. Kennedy, presidente degli Stati Uniti d’America. La storia: Oswald era un ex Marine degli USA e nel 1959 decise di lasciare l’America per recarsi in Russia. Il suo viaggio era organizzato in ogni minimo dettaglio, prevedendo scali in Francia, Inghilterra e Finlandia fino all’arrivo a Mosca. Il KGB seguiva le sue orme e decise di rispedirlo in USA poco tempo dopo negandogli la cittadinanza: Oswald non ne volle sapere e si tagliò le vene nella sua camera d’albergo: i russi, ipotizzando uno scandalo internazionale, decisero di nascondere la cosa concedendogli asilo politico spedendolo a Minsk dove Oswald trovò un lavoro alla fabbrica di apparecchi radiofonici Horizont. Nel 1961 conobbe Marina Prusakova, una diciannovenne studentessa di farmacia con cui si sposò lo stesso anno, decidendo di tornare negli Stati Uniti nel Giugno del 1962, poco dopo la nascita del loro primo figlio: era convinto che l’FBI lo controllasse visti i ripetuti interrogatori a cui si vide sottoposto dopo il rientro dall’URSS e iniziò a vaneggiare di una possibile rivoluzione (viveva a tutti gli effetti una doppia vita a Dallas, dove si fabbricò dei documenti falsi a nome Alex James Hidell – “Alex da Alek, che era il suo nomignolo a Minsk, Hidell è la storpiatura di Fidel Castro, il suo idolo rivoluzionario” – e si procurò per 10 dollari un fucile di precisione modello Mannlicher-Carcano (di fabbricazione Italiana proveniente dalla Regia Fabbrica d’Armi di Terni). Dopo aver ucciso il Generale Walker, cambiò nuovamente nome (O. H. Lee) e uccise il Presidente Kennedy il 22 Novembre 1963.

A Minsk troverete numerose statue in bronzo: tra le più famose la “Bronze woman with trumpet” che rappresenta la Madre Patria e si trova di fronte all’Obelisco in Victory Park (Park Pobedy), il simbolo dell’eroismo della città. Molto belle anche quelle di Vladimir Zhbanov in Mikhailovsky Park, tra cui potete trovare anche “Ragazza con ombrello” che negli anni è diventata uno dei simboli di Minsk: si dice che impedisca a chi le passi vicino di perdere tutti i propri soldi, in qualche modo! La mia statua preferita è quella che campeggia sul portone di ingresso allo stadio della Dinamo Minsk, una statua in bronzo di atleti che saltano un ostacolo del celebre Stadio Olimpico.

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Dinamo Minsk Olympic Stadium

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Dinamo Minsk Olympic Stadium bronze sculptures

Guardando le vetrine o i negozi di souvenir (o se siete fan dell’Hockey su ghiaccio, il cui Campionato Mondiale è stato disputato proprio a Minsk nel 2014), vedrete numerose volte raffigurato un bisonte: questo perché l’animale è considerato il “simbolo vivente” della Bielorussia (e ne sono presenti in grandi quantità nel Belovezhskaya Pushcha National Park, un parco patrimonio dell’UNESCO perché considerato uno degli ultimi esempi di “foresta vergine” Europea). La mascotte dei Minsk Hockey World Championship 2014 si chiamava “Volat”.

Come in molte altre citta dell’ex-URSS anche Minsk è dotata della sua piccola Children Railway, una mini-linea ferroviaria costruita per dare un’idea ai bambini di cosa fosse la professione del ferroviere. Sono solo tre fermate, per una ventina di minuti circa di viaggio all’interno del Chelyuskintsev Park. I vagoni sono coloratissimi (blu all’esterno) e all’interno ci sono piccole sedute in legno e disegni di bambini: un’esperienza divertente per tutti!

Babka e Draniki: sono questi i piatti nazionali tipici più buoni (entrambi a base di patate) che abbiamo assaggiato a Minsk. Il primo è un piatto di patate gratinate con l’aggiunta di bacon, carne e cipolle – tutto cotto al forno e servito con panna acida o latte. Il secondo è invece una sorta di pancake di patate: delizioso. Anche la carne non era male, abbiamo assaggiato un tipo di costolette grigliate e poi passate in una sorta di pentolone di birra, tutto veramente molto buono. E l’ospitalità dei Bielorussi? Fantastica: anche se non parlavano – per la maggior parte – una parola di inglese, figuriamoci l’italiano, sono stati tutti molto gentili e ci hanno aiutato moltissimo nella nostra visita alla scoperta di questo posto “fuori dal tempo”.

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Minsk cinema and theatre

Tutti i palazzi raffigurati sulle Banconote dei Rubli Bielorussi si trovano a Minsk e precisamente:

– 20 Rubli: The National Bank of the Republic of Belarus.
– 100: Theatre of Opera and Ballet.
– 200 Rubli: i due palazzi che fronteggiano la Stazione Centrale della città (chiamati “The Gate of Minsk”).
– 500 Rubli: Due i monumenti raffigurati in base all’anno di stampa, Peramoha (Victory) Square o The National Palace of Culture.
– 1000 Rubli: Due i monumenti raffigurati in base all’anno di stampa, The National Museum of Art o The National Academy of Sciences of Belarus.
– 5000 Rubli: Due i monumenti raffigurati in base all’anno di stampa, Traetskae Suburb – un quartiere della Minsk più antica – o The Palace of Sports.

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Palace of Government, Minsk

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Central Train Station, Minsk

Le foto e molto altro saranno parte integrante del prossimo numero di Reykjavik Boulevard Magazine!