Vediamo suonare gli artisti su un palco già pronto. Ma cosa c’è dietro? Come si fa un tour in Italia?

Ce lo siamo chiesti e siamo andati a documentare un live dei Nadàr Solo, band Torinese del circuito Massive Arts / Fleisch Agency che ha collaborato con artisti di cui abbiamo parlato in precedenza come Il Teatro degli Orrori e Bianco.

Da questa esperienza è nata una sorta di documentario on the road, grazie al racconto alternativo redatto per l’occasione da Matteo De Simone, voce e basso degli stessi Nadàr Solo: un modo per noi inedito di raccontare una data di un tour vissuta dai suoi protagonisti e, in qualche modo, analizzare cosa voglia dire esser musicisti in Italia oggi.


NADAR SOLO • LUCCA: 18-04-2015 • Foto di Martina Caruso.

Testo di Matteo De Simone (voce e basso dei Nadàr Solo)


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Ed ecco che si parte per Lucca.

18 aprile 2015.

Non suoniamo insieme da un mese e mezzo.

L’ultima volta eravamo a Roma davanti a un mare di gente.

In mezzo un viaggio americano di Fede e Ale e la vita di tutti i giorni.

Come sarà Lucca?

Ci sarà gente?

E’ la prima volta che ci suoniamo e non abbiamo grosse aspettative.

Questo invernale di FAME è un tour strano.

Bello e ansiogeno insieme.

Bello perché per la prima volta suoniamo quasi sempre davanti a tanta gente, sia che il live sia il nostro, sia che ci troviamo ad aprire artisti più grandi di noi.

E questo è senza dubbio un buon segno.

Ansiogeno perché dicono che sia l’anno più duro per la musica dal vivo in Italia e le date (per il momento, ci assicurano dai piani alti) sono state un po’ meno di quelle che ci aspettavamo.

Così spesso passano due o tre settimane o anche più tra un giro e l’altro e chi è musicista lo sa: non c’è niente di peggio per la psiche che stare fermi ad aspettare.

Ma insomma, non è che ci sia tanto da lamentarsi.

FAME piace praticamente a tutti e a noi prima di tutto, il pubblico cresce ed è sempre affettuoso.

Bisogna solo continuare a lavorare e a guadagnarsi ogni centesimo col sudore, come abbiamo sempre fatto.

Non crediamo alla fortuna e la fortuna non crede in noi, lo abbiamo capito presto.

E chi è cresciuto a sganassoni sa che questo è tutt’altro che un male.

In fondo buona parte di questo mestiere, quel che veramente ti fortifica è la gestione delle attese.

Semini e aspetti.

Raccogli quel che è venuto su, se è venuto su.

Poi semini di nuovo e aspetti.

E così via.

Non è per niente facile, ma è la vita del contadino.

Facile è morto.

Nel frattempo il furgone scassone del 1990 su cui viaggiamo in questo periodo fa colpo su una volante della polizia appostata al casello di Villanova D’Asti.

Siamo senza luci di posizione.

Nonostante le evidenti tracce dei centri sociali anni ’80 e ’90 sulla poco rassicurante faccia di Ugo (il nostro tour manager) i due poliziotti, resi amichevoli dal savoir faire di Ale, non si accaniscono e ce la caviamo con soli 59 euro di multa.

Inutile dire quanto ce ne fosse di bisogno.


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Prima di Lucca, sosta a Carrara dai nuovi amici di Contatto Radio che ci ospitano nello storico programma Riserva Indie.

Ormai ci siamo abituati alle interviste, le band indipendenti in Italia fanno più interviste di Lady Gaga.

Quattro chiacchiere con Maurizio, il conduttore, prima del programma.

Si discute un po’ della scena live in Toscana.

Anche qui, come ormai ovunque ci capiti di andare, un po’ di rassegnazione per la mancanza di politiche decenti sulla musica e sulla cultura e la speranza che le cose cambino in fretta.

Magari grazie a qualche giovane pieno di buona volontà, come i ragazzi che organizzano il nostro live a Lucca.

E’ curioso che gli stessi discorsi si possano fare praticamente per tutte le regioni e le province italiane, ma soprattutto come ognuno abbia da lontano un’idea fondamentalmente distorta, di solito ottimisticamente distorta, della città dell’altro.

L’erba del vicino, evidentemente, è sempre più buona.

Ci raccontiamo e cantiamo qualche canzone ai microfoni di Riserva Indie, un’ora vola via in fretta e ci ritroviamo di nuovo nel furgone, non senza aver apprezzato la bellezza del centro storico di Carrara.

Ripartiamo augurandoci di tornarci presto.

 

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Dopo qualche classico problemino col navigatore che ci manda di qua e di là, raggiungiamo il Foro Boario di Lucca grazie all’indicazione di una barista solerte:

“E’ lì, dall’altra parte della strada. Stasera fanno un concerto, sapete? Inizia alle 22”.

“Si, grazie ce l’hanno detto!”

Entriamo nell’enorme sala del Foro Boario mentre il Pan del Diavolo sta ultimando il sound check.

Scarichiamo gli strumenti e intanto Gianluca Bartolo (seconda chitarra del duo) ci viene incontro.

E’ la seconda volta che suoniamo insieme ed esattamente come la prima io e Gianluca ci mettiamo circa trenta secondi a metterci a parlare dei nostri acciacchi.

Soffriamo tutti e due di raffreddore cronico, e poi il torcicollo da furgone.

Ce l’hai un OKI?

No, allora me lo faccio dare al bar.

Eccetera.

Ragazzi, dopo i trenta è così.

Siccome c’è qualche problema col microfono della voce, aspettiamo un po’ prima di salire e montare gli strumenti.

Ne approfittiamo per montare il banchetto del merch.

Il check è un po’ lungo.

Noi di solito siamo molto veloci, ma questa sera sembrano esserci problemi vari, dalle spie che non funzionano ai microfoni da cambiare e poi ci si mette una ronza strana che non vuole andare via.

Ma alla fine, tutto a posto.

Succede, è sempre successo e sempre succederà.

Così finiamo che è quasi ora di cena e abbiamo tutti una famaccia da lupi.

I ragazzi di Veleno, che hanno organizzato tutto, ci hanno preparato una cenetta di tutto rispetto.

Quindi niente pizza e piadine, ma carne e lasagne, vino rosso e tanta birra.

Ugo tira fuori dallo zaino i fogli e la penna e facciamo la scaletta, rigorosamente a mano.

Tra una chiacchiera e l’altra, si fanno presto le 22.30, ora di inizio del nostro concerto.

Uscendo dalla stanza per raggiungere il palco, noto nel frigo aperto e ormai vuoto delle birre, un Euro abbandonato.

“L’ho messo io”, mi dice Fede.

“Che cos’è, un esperimento sociale?”

“Si. Voglio vedere quanto resiste“.

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Ci siamo divertiti tantissimo.

Un live atipico per questo tour perché a Lucca davvero ci conosceranno in due o tre.

Quindi bisogna fare alla vecchia: dare tutto per portarne a casa il più possibile.

E il gioco riesce, l’empatia si sprigiona da subito.

Il pubblico ci da retta e si ammassa sempre più numeroso sotto il palco.

Li vediamo muoversi, ballare, battere le mani dove ci sta, senza dover fare sforzi particolari, semplicemente suonando.

E ci troviamo a stare bene e stare bene sul palco innesca sempre un circuito virtuoso che dai musicisti passa al pubblico e torna indietro amplificato e di nuovo in platea amplificato a mille.

E’ una sensazione bellissima, a prescindere che sotto il palco ci siano i tuoi o quelli di qualcun altro.

E’ quella sensazione il motivo principale per il quale abbiamo scelto di fare questo mestiere.

Scendiamo sudatissimi ed esaltati dopo i nostri quaranta minuti di show.

Io come al solito mi precipito al banchetto che viene preso d’assalto.

Alla fine, risulterà una delle serate di vendite più alte del tour invernale.

Grazie, cari lucchesi.

Dopo aver chiacchierato a lungo con un giovane imprenditore agricolo fuori dal locale (in particolare di Ricciarelli di Monteriggioni e delle diverse qualità di Ricciarello presenti in toscana) me ne torno dentro per le ultime chiacchiere con Gianluca e Alessandro che nel frattempo hanno finito di suonare e i ragazzi di Veleno.

Poi la solita trafila: smontare, caricare, saluti, baci e abbracci.

Gran bella serata.

Tornando in camerino per il classico “giro dello scemo” (verificare fino all’ultimo di non aver dimenticato niente), noto che l’Euro di Fede è scomparso dal frigo.

Esperimento fallito penso.

A meno che non se lo sia ripreso lui.

A pensarci bene, in effetti, non siamo più tornati sull’argomento.

I Nadàr Solo annunceranno Martedì 12 Maggio 2015 le prime 10 date del Tour Estivo, tra cui 5 Giugno al MIAMI sul palco principale (LINE UP: POPULOUS, APPINO, RICCARDO SINIGALLIA, THE MONKEY WEATHER). Ti fidi dei nostri gusti? Dai un’occhiata alla Guida dei Migliori Summer Festival in Europa e viaggia anche tu sulle note di Reykjavik Boulevard.

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