Alla domanda “Gli Islandesi mettono le luci natalizie sulle croci dei cimiteri?” potete da oggi rispondere senza indugio: Sì.

E’ assolutamente vera, e tradizione antichissima, la pratica di riunirsi nei giorni subito precedenti il Natale e far visita ai propri cari venuti a mancare, sepolti nei cimiteri cittadini – o più di sovente in quelli di campagna. Rendere i cimiteri colorati da tante piccole luci (fisse o a intermittenza) potrà sembrare una pratica bizzarra o inquietante, forse addirittura grottesca: ma non è così.

Aggiungere le luci natalizie è una moderna trasposizione dell’accendere alcune candele per onorare la memoria delle persone amate. Farlo con delle luci elettriche potrà forse togliere un po’ di poesia agli occhi dei più, ma è un modo più colorato e resistente alle intemperie per non perdere una tradizione e rendere in qualche modo i giacigli più gradevoli. Solitamente, il giorno della Vigilia di Natale, gli Islandesi si dedicano alla “manutenzione” delle tombe dei propri cari, liberandole dalla neve e dalle erbacce, pregando per i defunti e installando le luci colorate sulle croci.

Iceland Graveyard lights

In queste foto ho catturato rapidamente il colpo d’occhio in un cimitero subito fuori Reykjavik chiamato Kotstrandarkirkja Graveyard Cemetery.

Le foto sono buie e “rovinate” perché scattate con uno smartphone (non sarebbe troppo carino accanirsi con tutta l’attrezzatura fotografica in un luogo così “sacro” e in più leggere i nomi delle persone sulle lapidi) ma rendono un’idea di quello che significhi passare vicino ad un cimitero durante le festività natalizie in Islanda.

Io l’ho trovata una cosa veramente interessante, una pratica che devo dire la verità, ha lasciato in me un ricordo indelebile delle festività Islandesi e mi ha fatto anche commuovere. Il freddo incessante accompagnato da un gelido vento Artico facevano tremare le mie mani, ma erano le luci colorate sulle croci e il silenzio assoluto di quel luogo sospeso tra sogno e realtà a far tremare le corde del mio cuore.

Reykjavik Graveyard lights

Sono rimasto in silenzio per alcuni minuti, immobile, a guardare quelle luci e quelle croci di ferro. Non erano presenti tombe monumentali, sculture né alcunché di troppo vistoso: c’era solo la semplicità di un luogo a metà tra il cielo e la terra, con le luci della città in lontananza e i picchi innevati su cui si rifletteva una timida Luna infreddolita.

Ho fissato quelle luci fin quasi a far sgorgare le lacrime senza indugio, senza sbattere gli occhi, congelando quell’emozione tra le pupille e la palpebre dei miei bulbi pieni di meraviglia e ammirazione.

Andando via, mentre i miei compagni di viaggio si riscaldavano in macchina, ho osservato quelle luci colorate sparire dietro di me nello specchietto retrovisore. Le ho osservate a lungo, forse un po’ troppo, fin quando la strada non ha curvato e mi sono ritrovato senza il loro bagliore nella coda dell’occhio: ed è lì che ho avuto l’impressione fortissima che quelle luci poste sulle croci del cimitero rappresentassero una sorta di rimando alle piccole punte di spillo illuminate sopra di noi. Quelle stelle che ogni tanto ci soffermiamo ad osservare pensando che una parte infinitesimale delle persone che abbiamo amato sia rimasta trattenuta lassù durante la loro ascesa. Un luminoso scampolo di “polvere di stelle” dove ritrovare pace e spiritualità. Ed è così che mi sono abbandonato al ricordo in un silenzio colorato di assenza.

Iceland Cemetery Graveyard Cross lights