GAIA GALIZIA è stata una concorrente di X-Factor Italia 7.

Precedentemente ma anche in seguito a quell’esperienza, Gaia Galizia ha dimostrato di essere soprattutto una donna mossa da un tenace spirito creativo e amante dell’arte in ogni sua forma.

In questo periodo Gaia si sta dedicando a numerose attività: ha un album in lavorazione – in cui cercherà di far sposare diversi generi musicali in un melting pot innovativo collaborando con altri artisti, probabilmente sul genere dark wave -, è stata di recente testimonial dell’importante mini-maratona a favore della prevenzione dell’AIDS a Milano e ha lavorato molto con la fotografia, ritraendo e facendosi ritrarre “ritenendosi pura e vera solamente senza trucco e vestiti”, proprio come potete apprezzare in questo progetto fotografico esclusivo firmato Elena Atzori, fotografa che predilige la pellicola di cui cura tutti gli aspetti, dallo sviluppo alla stampa. In questo caso però lo shooting è realizzato con una Instax Mini, mezzo con il quale cerca di sperimentare le potenzialità del corpo femminile attraverso piccole istantanee facenti parte di una serie nata per caso durante un set con una modella e trasformate in progetto con il tempo.

Gaia Galizia © Elena Atzori

Abbiamo voluto rivolgere alcune domande a Gaia Galizia, andando a curiosare sui suoi profili social – dove è molto seguita e attiva -, passando per i suoi live e finendo, inesorabilmente, tra i simboli impressi ad inchiostro sulla sua pelle cercando però di trovare qualcosa di ancor più intrinseco. Per far questo, siamo partiti citando la “Psicologia del Profondo” di Carl Gustav Jung, personaggio “caro” anche a Gaia come potete scoprire qui.

Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi.

Il grande pubblico ti ha conosciuta grazie ad un reality, X Factor Italia 7 – dove ti sei classificata sesta facendo parte della squadra del giudice Mika. Successivamente, tramite il tuo profilo Instagram e la tua pagina Facebook hai spiazzato parte dei tuoi fan facendoti ritrarre in scatti privati e provocatori, spesso senza trucco e vestiti scatenando elogi ma in gran parte anche critiche: perché credi che il tuo pubblico si sia irritato nel vederti esprimere in queste “nuove vesti”? Cosa hai capito di te stessa posando in questi scatti e perché questo ti rappresenta di più rispetto al personaggio che ti è stato “cucito addosso” nelle esperienze passate?

Chiariamo una cosa: io ho posato nuda ben prima di prendere parte al programma X-Factor. I miei primi scatti di nudo sono usciti per un Editoriale di Vice Italia nel 2012, la fotografa era Bea De Giacomo (“Peaches“, ndr). Mi sono appassionata alla sincerità del nudo, e alla sua artisticità grazie a Gian Giacomo Pepe, fotografo genovese che mi ha ‘iniziata’ a quelli che poi sono diventati gli scatti che preferisco fare di più.

Un programma televisivo sicuramente ha la necessità di proporre dei personaggi: significa che della mia personalità, dei miei gusti e del mio carattere, è stato preso un buon 10% e potenziato, facendo nascere il personaggio ‘Gaia, la Rocker’, che sì, è anche vero, ma non solo. Non sono solo trasgressiva, non sono solo cresciuta col rock, non sono solo una ragazza che insegue il sogno di diventare cantante affermata.

La fotografia di nudo, non scopre solo il corpo, ma è un processo di ‘svestizione’ delle strutture sociali stesse. Da nuda, una persona può dire meno cazzate: su se stessa, sul proprio aspetto e sulla propria persona. I prigionieri spesso vengono messi a nudo come forma di umiliazione. Il nudo non è umiliazione, l’emancipazione nemmeno c’entra. Il nudo è libertà, e io ho imparato a sfruttare questa libertà a mio favore.

La mia vita è la storia di un’autorealizzazione dell’inconscio.

Puoi confessarci un ricordo, un sogno e una riflessione che ti hanno segnata nella ricerca di realizzazione personale tramite la fotografia, la moda e la musica? Pensi di aver raggiunto i tuoi obiettivi o c’è qualcosa che ancora ti spinge a insistere in questi campi o a trovare nuove strade? In che direzioni?

Ovviamente una persona ambiziosa non è mai contenta. Io non sono mai contenta.

Baricco dice che quando smetti di desiderare, smetti di vivere. E’ il desiderio che ci porta a fare di più e a scavalcare i giorni: ho una fame insaziabile che mi spinge a divorare libri, visitare mostre, scoprire nuovi suoni, ed è qualcosa insito in me, che non posso fermare.

Sicuramente ho passato dei traguardi importanti, la musica e la fotografia sono ossigeno quotidiano e non posso esimermi dalla necessità di mettermi in mostra. Qualunque artista è egoista e egolatra, ma è un esibizionismo puro: è la soddisfazione di vedersi belli e veri, di ascoltarsi nell’esprimere un’emozione. Voglio continuare così, cercando di collaborare con artisti che stimo e che portano innovazione, sia nel mondo della fotografia che in quello della musica.

Se è segno, la parola non significa nulla. Se invece è simbolo, significa tutto.

La tua pelle è piena di “simboli”. Tatuaggi ai quali hai legato significati importanti e significativi. Ci sono alcuni “segni” che non sono stati tracciati con l’inchiostro ma che ti hanno resa più forte, fragile, consapevole, preoccupata nei confronti del mondo che ti circonda?

Ho provato a parlare dei miei tatuaggi, ed è uno stupro morale. Non voglio più parlarne, ho tutti i diritti di avere una storia personale che gli altri non debbano necessariamente sapere.

Ci son state tante storie e tanti avvenimenti nel corso della mia vita che non voglio riportare sulla mia pelle, perché fanno più male dell’ago, e perché sono entrati nella mia testa e nel mio cuore e quindi già li porto appresso tutti i giorni senza mostrarli in pubblico.

Se non ti capita nessuna avventura all’esterno, non te ne capitano neppure nel tuo mondo interiore. La parte del Diavolo che hai accolto, ossia la gioia, ti procura l’avventura.

Sembra che tu sia alla costante ricerca di nuove avventure: cosa ti rende davvero felice e cosa fai ogni giorno per raggiungere questa “gioia” con le tue esperienze tra l’arte e il divertimento, lo sport e l’amore?

Metto una percentuale di sarcasmo, mescolata a becera ironia, aggiungo fame di cazzo e un fidanzato impegnato, suono la chitarra fino a spaccare le corde e a quel punto canto disegno e scrivo. Inforno per un’oretta e mezza di corsa e allenamento fisico un giorno sì e uno no, e poi faccio le coccole al mio cane aspettando che l’acqua della doccia si scaldi.

La fantasia è a un tempo sentimento e pensiero, intuizione e sensazione.

Lavorando con la fantasia, se tu dovessi scegliere un pubblico di 5 personaggi (del presente o del passato) davanti ai quali esibirti in un live davvero speciale, quali vorresti lì presenti ad ascoltarti e quali canzoni gli dedicheresti? Sentimenti, pensieri, intuizioni e sensazioni si accumuleranno sicuramente durante le tue esibizioni, quali ritieni che siano i più ricorrenti e significativi?

Henry Miller: “Legs”, PJ Harvey.

Elke Krystufek: “Talk is cheap”, Chet Faker.

Matt Lucas: “Left hand free”, Alt-J.

Elena Atzori: “Hot knife”, Fiona Apple.

Ray Charles (solo se duettasse con me): “Mess around”, Ray Charles. 

Sicuramente l’ansia da pre-palco non andrà mai via; è una bella sensazione, di paura e impazienza allo stesso tempo. Durante le esibizioni non c’è gioia più grande del ricevere approvazione, non tanto perché stai piacendo agli altri, ma perché stai facendo arrivare un messaggio, che per definizione, è il fine dell’espressione artistica.

In esclusiva per voi, l’intero shooting di Gaia Galizia:

Gaia Galizia - All pics © Elena AtzoriGaia Galizia - All pics © Elena AtzoriGaia Galizia - All pics © Elena AtzoriGaia Galizia - All pics © Elena AtzoriGaia Galizia - All pics © Elena AtzoriGaia Galizia - All pics © Elena AtzoriGaia Galizia - All pics © Elena AtzoriGaia Galizia - All pics © Elena Atzori